Iperreattività bronchiale aspecifica

iperreattività bronchiale aspecifica

Definizione

S’intende per iperreattività bronchiale aspecifica quella particolare sensibilità dei bronchi a rispondere con un broncospasmo (spasmo della muscolatura liscia dei bronchi) qualora vengano esposti a stimoli generici spesso molto diversi tra loro (aria fredda, aria secca, polveri irritanti, stimoli farmacologici, ecc.). Questa condizione è una delle principali caratteristiche del paziente affetto da asma bronchiale ed è quantitativamente tanto più intensa quanto più è elevato il grado di gravità dell’asma.
Il suo monitoraggio nel tempo consente di valutare l’efficacia e pertanto la correttezza della terapia dell’asma, anche se è bene precisare che l’iperreattività bronchiale aspecifica non rappresenta una specificità del solo paziente asmatico ma è altresì presente in altre condizioni cliniche in pazienti non asmatici (vedi BPCO, ecc.). Alcuni pazienti sani, infatti, possono presentare temporaneamente tale condizione specie in seguito ad infezioni virali delle vie aeree, senza che la stessa debba correlarsi necessariamente con una sicura futura evoluzione in malattia asmatica. Anche pazienti con patologia allergica delle vie aeree superiori (rinite e rino-congiuntivite allergica) possono presentare tale condizione, che tuttavia in questo caso può essere predittiva di una aumentato rischio di evoluzione dalla semplice patologia allergica nasale ad una vera e propria condizione futura di asma allergico. A tale proposito tale test può trovare utilità nell’individuare una vera e propria condizione di asma latente pre-clinico in pazienti con tosse persistente, specie se irritativa e senza particolare presenza di secrezione catarrale.

I test in grado di dimostrarla

L’iperreattività bronchiale aspecifica è dimostrabile con un semplice esame spirometrico basale (spirometria) seguito da una successiva spirometria dopo provocazione con stimoli vari farmacologici e non farmacologici in grado di produrre broncospasmo in soggetti sensibili. Il test più comunemente impiegato è il test con la metacolina (sostanza farmacologica) somministrata a dosi crescenti per via inalatoria aerosolica, che viene solitamente praticato in ambiente ospedaliero protetto per questioni di sicurezza del paziente. E’ altresì possibile impiegare stimoli non farmacologici, quali quelli fisici rappresentati dall’esercizio fisico o dalla inalazione di aria fredda e secca. Questi stimoli producono una risposta broncospastica unicamente nei soggetti iperreattivi, mentre i soggetti che non presentano la condizione di iperreattività bronchiale aspecifica non manifestano broncocostrizione neppure se esposti a stimolazione di notevole intensità.

 Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\Eraxion

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