Inquinamento urbano e cancro polmonare

 inquinamento e cancro polmoni

In modo particolare per coloro che abitano le inquinate realtà urbane del nord e tra queste Torino, risultata la più inquinata città d’Italia secondo la classifica 2013 stilata da Legambiente, appaiono di grande interesse scientifico le conclusioni dello studio ESCAPE ( European Study of Cohortes for Air Pollution Effects) coordinato dall’Università di Utrecht (Olanda) e condotto in numerosi paesi europei tra i quali l’Italia (Istituto Nazionale dei Tumori di Milano), pubblicate sulla prestigiosa rivista europea Lancet Oncology. Lo studio ha preso in considerazione l’osservazione di centinaia di migliaia di persone di entrambi i sessi per un periodo di circa 13 anni. Di queste, 2095 hanno manifestato, nel corso del periodo studiato, la comparsa di un tumore maligno polmonare (vedi anche “ Tumore ai polmoni e ai bronchi”) e confrontando i soggetti colpiti da tumore con i livelli di inquinamento urbano dell’aria prodotto dalle emissioni degli impianti di riscaldamento domestico, dalle attività industriali e dai motori a scoppio (presenza nell’aria di polveri sottili come particolato PM10 e PM2.5 al di sopra di valori soglia ritenuti pericolosi per la salute), si è avuta conferma della grave situazione di rischio alla quale sono esposti gli individui costretti a respirare aria contenente elevate quantità di inquinanti.


Ancor di più si è potuta confermare una proporzionalità diretta tra quantità degli inquinanti presenti nell’aria respirata e percentuale di rischio di sviluppare un tumore polmonare. Ciò accade, a conferma del fatto che non è solo il fumo di sigaretta a essere responsabile dell’aumento dei casi di tumore del polmone, proprio per l’adenocarcinoma polmonare, un tipo di tumore che non riflette una diretta correlazione tra l’abitudine al fumo di tabacco e lo sviluppo successivo del tumore, osservando per questo tipo di tumore un numero di casi anche triplo in esposti ad alti livelli di inquinanti rispetto al numero di casi di soggetti non esposti.

Lo studio, quindi, consente di poter considerare come un vero e proprio “cancerogeno” l’inquinamento urbano. Ciò dovrebbe far riflettere sull’assoluta necessità di limitare drasticamente l’esposizione delle persone a elevati livelli di inquinati urbani, impegnando la società intera a mobilizzarsi in favore di qualsiasi proposta si renda disponibile a contenere l’inquinamento dell’aria delle nostre città al di sotto di una soglia confermata, a questo punto, come assai pericolosa per la salute umana.

Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\decade3d

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