Tosse secca o “tosse senza catarro”: il parere dello pneumologo

tosse secca senza catarro

Tra le varie modalità con le quali la tosse fa la sua comparsa in alcuni soggetti, da intendere come un vero e proprio allarme dell’organismo avente il compito di segnale la presenza di una generica “anomalia” da sanare o di un’indebita “intrusione” nelle vie aeree da espellere, quella cosiddetta “secca”, anche spesso definita dai pazienti “… senza catarro …”, “stizzosa”, “irritativa”, o nelle loro descrizioni piùnaif come “… piuma in gola …” o come “ … un capello che mi stuzzica la gola e che non va ne su ne giù …”, ne rappresenta una discreta quota, giocandosela, per frequenza di comparsa, alla pari rispetto a quella che, manifestandosi con la concomitante presenza di catarro, viene definita “produttiva ” (vedi “Tosse con catarro: il parere dello pneumologo”).

Tra le molte cause che provocano la comparsa di una tosse secca e irritativa “senza catarro”, si possono ricordare:

  • Tracheite, laringite, bronchite e bronchiolite acuta infettiva, specie se di natura virale (Adenovirus,Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), Rinovirus (HRV), Human Coronavirus (HCoV), Virus Influenzali A e B e Virus Parainfluenzali 1,2,3,4, ecc.): sono queste alcune delle cause di tosse secca persistente tra le più frequenti nella popolazione (vedi anche “Bronchite acuta e cronica”). Essendo i virus ospiti obbligati delle cellule del nostro organismo da un punto di vista riproduttivo, a differenza dei batteri che crescono e si riproducono al di fuori delle stesse, essi parassitano le cellule e ne determinano la morte all’atto di liberarsi da esse dopo essersi riprodotti. La conseguenza di ciò comporta una vera e propria distruzione del rivestimento epiteliale delle mucose respiratorie, immaginabile come una vera e propria “tappezzeria” che riveste le vie aeree e ne protegge gli strati di tessuto sottostanti. Essendo i recettori nervosi di tosse (trigger receptors) posti al di sotto di questo strato cellulare, l’eliminazione di tale rivestimento “isolante”, conseguente all’infezione virale, espone tali recettori e ne determina una notevole accentuazione della loro “eccitabilità” fisiologica, divenendo gli stessi in grado di rilevare, con maggiore sensibilità, ogni variazione esterna sia di ordine fisico (aria troppo calda o troppo fredda, troppo secca o troppo umida, aria ricca di polveri inerti o irritanti, ecc.), sia di ordine chimico (acidi e alcali inalanti o qualsiasi sostanza volatile respirabile dotata di potere chimicamente irritante), sia, tra le cause fisiche, anche solo le variazioni dello stato interno di natura meccanica. Proprio in quest’ultimo caso, la “spelatura” delle vie aeree provocata dall’infezione respiratoria virale diviene responsabile dello scatenamento di una tosse convulsiva anche solo con l’atto di respirare un po’ più profondamente, o di correre, o di parlare, o talora anche solo di ridere, come conseguenza della stimolazione di recettori tussigeni divenuti ipersensibili allo stiramento meccanico delle vie aeree nel corso di dette azioni. Spesso questo tipo di tosse può perdurare anche molto a lungo, preoccupando il paziente incapace di spiegare l’“esagerata” permanenza del sintomo.
  • Laringite allergica (vedi “Laringite acuta e cronica” – “Pollinosi” – “ Malattie allergiche delle vie aeree”): l’infiammazione allergica del laringe, in pazienti sensibilizzati ad allergeni respiratori (pollini, acari della polvere, allergeni animali, muffe, ecc.), può essere causa di tosse secca persistente, accompagnandosi talora a crisi respiratorie, prevalentemente inspiratorie, anche importanti.
  • Pertosse: la pertosse, provocata da un batterio (Bordetella pertussis), è frequente causa di tosse secca e persistente nelle fasi non precoci della malattia. A differenza delle tossi virali, più frequentemente secche e stizzose all’inizio e produttive in un secondo tempo, la tosse della pertosse si discosta da questo schema per comportarsi all’opposto: produttiva (catarrale) inizialmente, ma irritativa, secca e persistente talora molto a lungo nella fase successiva, con accessi di tosse prolungati e talora tanto intensi da provocare il vomito o gravi crisi di dispnea asfittica sia nell’adulto che nel bambino.
  • IBA (iperreattività bronchiale aspecifica): è definibile come quella particolare suscettibilità dei bronchi a rispondere con una crisi di broncospasmo (broncocostrizione) quando esposti a stimoli irritanti aspecifici anche non allergici. Tale condizione, frequentemente presente nei soggetti affetti da asma bronchiale (vedi “Asma bronchiale: malattia da conoscere”), può esprimersi con tosse secca e persistente non solo nei pazienti allergici asmatici (asma in atto), ma altresì nel periodo precedente la presentazione completa di un asma clinico, rappresentando in questo caso un vero e proprio equivalente asmatico (asma pre-clinico) senza sintomi già specifici per tale patologia respiratoria (vedi “Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”).
  • Esposizione professionale a sostanze irritanti o dotate di capacità allergizzante (vedi “ Asma professionale: i 10 consigli dello pneumologo” – “Asma e lavoro: i consigli dello pneumologo”): molti quadri patologici respiratori, connotati dalla cronica irritazione delle vie aeree conseguente all’inalazione di sostanze volatili professionali o allergeniche presenti negli ambienti di lavoro, possono rendersi responsabili di una tosse secca, irritativa e particolarmente fastidiosa che “ magicamente” tende a ridursi o a scomparire durante il week-end.
  • Presenza di linfonodi toracici e mediastinici (linfomi): non finirò mai di insistere abbastanza sulla necessità di garantire sempre una valutazione medica e specialistica a un paziente che presenti una tosse persistente, specie se secca e irritativa. Spesso può capitare, infatti, che il paziente, talora distratto da un’auto-diagnosi errata o da una sottostima del problema, frutto di quel pericoloso “fai da te” figlio della paura di sentirsi dire dal medico le cose come stanno, confonda situazioni cliniche “benigne”, tra le quali la persistenza di una tosse secca successiva a una virosi respiratoria, con una tosse secca molto meno benevola, provocata magari dalla presenza di una malattia ematologica o linfonodale che, se non individuata precocemente, rischia di divenire assai pericolosa e di causare danni irreparabili.
  • Tumori bronchiali e polmonari (vedi “Tumori ai polmoni e ai bronchi”): non è infrequente che una qualsiasi patologia tumorale a carico dei bronchi o dei polmoni, sia essa benigna o meno favorevolmente di natura maligna, primitiva o secondaria, possa manifestarsi, specie in fase precoce, con una tosse stizzosa e persistente, molto spesso (ma non esclusivamente) secca. Specialmente, quindi, nel caso in cui il paziente sia o sia stato un fumatore (vedi “Fumo di sigaretta, tosse, catarro e tumore del polmone: i consigli dello pneumologo”) o abbia già in passato presentato una malattia tumorale anche a sede extra-polmonare, il mio consiglio è quello di affidarsi celermente ad un parere esperto, allo scopo di scoprire in fretta una malattia che può essere risolta solo a patto di essere precocemente individuata.
  • Fibrosi polmonare (vedi “Fibrosi polmonare idiopatica e non”): patologia respiratoria molto spesso altamente invalidante che, fin dalle fasi precoci, può dichiararsi con la presenza di una tosse secca insistente, irritativa e molto fastidiosa che perduri da un po’ di tempo. Una puntuale tipizzazione della malattia interstiziale del polmone che ne è causa, può consentire quell’indispensabile inquadramento diagnostico che poi ne facilita il corretto orientamento terapeutico. Ciò è necessario per affrontare al meglio questa particolare malattia polmonare spesso causa di importante deterioramento della funzione respiratoria, con progressione della stessa fino all’insufficienza respiratoria richiedente poi l’ossigenoterapia (vedi “ L’ossigenoterapia domiciliare spiegata dallo pneumologo”).
  • Versamento pleurico: la presenza di un versamento pleurico, indipendentemente dalla causa che lo provochi, può essere responsabile di una tosse secca che tende ad accentuarsi in posizione coricata o con l’assunzione di determinate posizioni.
  • Versamento pericardico: ciò che ho detto prima a proposito del versamento pleurico, vale anche per le patologie responsabili della formazione di liquido in eccesso tra i foglietti del pericardio che rivestono il cuore (versamento pericardico). Esso, infatti, può essere causa di tosse secca che si attenua o si accentua al cambiare della posizione del corpo.
  • Scompenso cardiaco (vedi “Dispnea parossistica notturna” – “Edema polmonare”): la comparsa di una tosse secca notturna o di una tosse secca che compaia o si accentui con l’assunzione della posizione coricata, può essere l’indicatore della presenza di una situazione di labile compenso cardiaco o di un vero e proprio scompenso funzionale del miocardio.
  • Malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE): la tosse, in questo caso, è più frequentemente accompagnata dalla concomitante presenza di catarro (vedi “Tosse, catarro e reflusso gastro-esofageo: il parere dello pneumologo”), potendosi, tuttavia, presentare anche solo come tosse secca e fortemente irritativa a comparsa prevalentemente notturna.
  • Farmaci antiipertensivi della classe degli ACE-inibitori: questa categoria di farmaci impiegati nella terapia dell’ipertensione arteriosa, è frequentemente causa di tosse secca fastidiosa e persistente, andando essi ad agire su di una comune via metabolica non soltanto responsabile della trasformazione dell’angiotensina vasoattiva, ma altresì inibente il catabolismo delle bradichinine tussigene che, per effetto di un loro accumulo nell’organismo, tendono in alcuni soggetti più sensibili a favorire la comparsa del sintomo.
  • Tosse psicogena o “nervosa” (vedi “Tosse nervosa e tic di tosse: il parere dello pneumologo e dello psicoterapeuta ”): come descritto nell’articolo citato, qualche volta, in casi particolari, la tosse secca e persistente può rappresentare il sintomo attraverso il quale tende a manifestarsi il disequilibrio del mondo affettivo ed emotivo del paziente. Naturalmente tale eventualità diagnostica è da prendere in considerazione non prima di aver escluso accuratamente ogni altra ipotesi relativa ad una malattia respiratoria organica.

 Dott. Enrico Ballor

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Immagine copyright depositphotos\Wavebreakmedia

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