Gli esami su sangue e urine richiesti dallo pneumologo in caso di infezione polmonare

esami sangue e urine per infezioni polmonari

Indipendentemente dal tipo di presentazione radiologica di quadri clinici compatibili con un’infezione respiratoria polmonare, siano essi di tipo “infiltrativo”, di tipo “a vetro smerigliato” (TAC), interessanti gli alveoli (“addensamenti ” alveolari) o l’interstizio polmonare (vedi “Macchia sul polmone: che cos’è? E’ sempre tumore?” – “Polmonite e broncopolmonite” – “Micosi polmonari” – “Aspergillosi polmonare ” – “Batteri e virus responsabili delle polmoniti: il parere dello pneumologo”), diffusi ai due polmoni o localizzati ad uno solo di essi, esiste per lo pneumologo la possibilità di focalizzare la ricerca su particolari anticorpi diretti contro gli agenti responsabili di specifiche infezioni, ottenendo in questo modo una risposta dal laboratorio in grado di confermare o di escludere il sospetto diagnostico iniziale formulato su base empirica. Tutto ciò si aggiunge, naturalmente, ai dati ottenuti dal riscontro microbiologico colturale sulsecreto bronchiale emesso spontaneamente dal paziente (espettorato) o recuperato con il lavaggio bronchiale in corso di broncoscopia (vedi “Esami per malattie respiratorie e tumori polmonari e pleurici”) e dalle ricerche colturali su sangue ( emocoltura), oltre ai numerosi dati derivabili dall’osservazione microscopica diretta (tubercolosi) e dagli esami colturali di tessuto polmonare ottenuto da biopsie trans-bronchiali (vedi “La biopsia bronchiale, polmonare e pleurica spiegate dallo pneumologo ”), come quelli consigliati in caso di sospette infezioni protozoarie o micotiche polmonari (Pneumocystis carinii ( jirovecii ) e aspergillosi polmonare invasiva da Aspergillus fumigatus, ecc.).

Vediamo, allora, su quali esami anticorpali è possibile contare per confermare o escludere una diagnosi di infezione respiratoria. La ricerca degli anticorpi specifici rivolti contro questa o quella forma microbica è possibile sia su sangue sia, in certi casi, su campioni di urine di pazienti febbrili che presentino manifestazioni radiologiche polmonari non meglio tipizzabili ma che già orientino lo pneumologo, per il particolare quadro radiologico con il quale si presentano, in senso flogistico-infettivo.

  • Esami sierologici (su sangue): nel caso in cui si sospetti un’origine infettiva di natura batterica, virale o micotica (funghi), è possibile richiedere il dosaggio su sangue (siero) di specifici anticorpi diretti contro le diverse forme microbiche più frequentemente responsabili di quadri infettivi respiratori. Tra questi:
    • Anticorpi anti Mycoplasma pneumoniae (IgG e IgM)
    • Anticorpi anti Chlamydia pneumoniae (EIA)
    • Anticorpi anti Chlamydia trachomatis (EIA)
    • Anticorpi anti Chlamydia psittaci (IgG e IgM)
    • Anticorpi anti Legionella pneumophila (IgG e IgM)
    • Anticorpi anti Aspergillus (IgG e IgM). Possibile anche il dosaggio di prodotti antigenici micotici su sangue, quali il galattomannano e il β-D-glucano in caso di sospetta aspergillosi invasiva.
    • Anticorpi anti Virus influenzae (IgG e IgM), specie AH1N1 (anche da tampone faringeo)
    • Anticorpi anti Paramixovirus (IgA e IgG)
    • Anticorpi anti Virus Respiratorio Sinciziale (VRS)
    • Anticorpi anti Citomegalovirus (IgG e IgM)
    • Anticorpi anti virus Coxsackie
    • Anticorpi anti Adenovirus
    • Anticorpi anti Rinovirus
  • Ricerca di antigeni urinari: in alcuni casi è possibile effettuare una ricerca di antigeni microbici presenti sulle urine, come ad esempio in caso di sospetta infezione sostenuta da Legionella pneumophila.

La diagnosi definitiva, naturalmente, spetta sempre solo al medico e allo specialista pneumologo o infettivologo, i quali saranno in grado di formulare un giudizio diagnostico conclusivo non solo sulla base dei criteri sierologici e microbiologici, ma anche in funzione di altri aspetti clinico-radiologici spesso indispensabili per orientare correttamente quelle strategie terapeutiche in grado di ottenere la risoluzione dei diversi quadri respiratori infettivi.

 Dott. Enrico Ballor

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Immagine copyrigth depositphotos\lightpoet

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