Risvegli di notte con respiro che manca: le possibili cause spiegate dallo pneumologo

risveglio con respiro che manca

Descrizioni del tipo “… con mancanza di fiato di notte ….” – “… soffoco nel sonno … ” – “… mi sveglio improvvisamente mentre dormo e mi manca il fiato …” – “ … di notte mi sembra di soffocare e mi sveglio con il fiato corto …” sono alcune delle modalità con le quali alcuni pazienti mi hanno descritto, negli anni, una particolare sensazione di dispnea parossistica (difficoltà respiratoria ad esordio improvviso) che provavano nel corso del riposo notturno. Un sonno che, apparentemente tranquillo fino ad un certo punto della notte, veniva interrotto in modo improvviso da un brusco risveglio provocato dalla sensazione di soffocare (vedi “ Sensazione di soffocamento: lo pneumologo aiuta a orientarsi”).

Vi sono diverse patologie in grado di alterare la normale respirazione fisiologica di un individuo nel corso del riposo notturno, alcune delle quali conseguenza di una malattia bronchiale o polmonare, altre, invece, secondarie ad un problema extra-polmonare. Vediamo, allora, in quale modo e in quali termini si possano generare queste improvvise crisi respiratorie notturne connotate dalla sensazione di soffocare, talora responsabili di sonno disturbato o addirittura di insonnia come conseguenza inconscia della paura di addormentarsi rischiando di provare il profondo disagio di un nuovo episodio asfittico.

  • Incominciando dai bambini, i più frequenti risvegli notturni accompagnati dalla sensazione di soffocare che essi possano sperimentare sono conseguenza di episodi di laringospasmo (vedi), favoriti in questa fascia di età molto spesso anche dal dormire in ambienti (camerette) troppo riscaldati. In questo caso non mi riferisco ai bruschi risvegli con pianto in assenza di un disagio a respirare, in quanto tali evenienze sono più facilmente riconducibili a sogni a contenuto spaventante o a dolore notturno a sedi e cause varie. Alla base delle vere e proprie crisi asfittiche notturne, invece, vi è spesso la concomitante presenza di un’infezione acuta, più frequentemente virale, a carico delle vie aeree, in presenza di un edema del laringe (vedi “Laringite acuta e cronica”) che tende a manifestarsi con una crisi respiratoria ad insorgenza improvvisa dopo qualche ora di permanenza notturna del bambino in posizione coricata. Altre volte, invece, la causa scatenante è rappresentata da un reflusso gastro-esofageo (vedi dopo).
  • Un ambiente troppo caldo può favorire, specie in pazienti con facilità alla respirazione orale, un’intensa difficoltà a deglutire secondaria all’arsura del faringe e alla disidratazione dei secreti faringei che possono letteralmente “incollare” le sue pareti generando una sensazione di fastidioso “soffocamento” con conseguente risveglio. In questi casi il paziente riferisce un improvviso risveglio accompagnato dalla sensazione non tanto di non riuscire a respirare, quanto di non riuscire a deglutire la saliva come conseguenza della secchezza delle fauci (cavo orale) e del faringe ed i numerosi e infruttuosi tentativi di deglutire non fanno altro se non accentuare il disagio. Facilitano la respirazione orale tutte le condizioni di ostruzione delle fosse nasali, tra le quali la rinite allergica, specie quella da allergeni perenni quali gli acari e le forfore animali, e la rinite infettiva (virale), le sinusiti acute e croniche e la sindrome adenoidea nei bimbi, con la possibilità che il bambino si risvegli spaventato nel corso della notte, dichiarando in modo confuso la sua difficoltà “respiratoria” e richiedendo quell’immancabile e salvifico “bicchier d’acqua” che chiarisce spesso la situazione.
  • Ma forse la più classica delle condizioni che determina un risveglio notturno secondario alla sensazione di soffocare è quella che si genera come conseguenza di un reflusso gastro-esofageo con aspirazione laringo-tracheale del succo acido proveniente dallo stomaco (vedi ” Tosse, catarro e reflusso gastro-esofageo: il parere dello pneumologo”). In questo caso il risveglio è improvviso e il paziente avverte l’incapacità di introdurre aria nelle vie aeree come conseguenza dello spasmo dei muscoli crico-aritenoidei del laringe che tendono a chiudere il laringe, impedendo in tal modo l’introduzione nelle vie aeree di nuovo acido irritante proveniente dallo stomaco, ma impedendo, al contempo, anche la possibilità di introdurre aria in trachea con la conseguente terrifica sensazione di soffocare (asfissia da laringospasmo).
  • Un’altra delle classiche condizioni che, nel corso della notte, può rendersi responsabile di risveglio improvviso accompagnato dalla sensazione di soffocare è quella che compare nei pazienti russatori affetti dalla sindrome delle apnee del sonno ostruttive (vedi “ Sindrome delle apnee del sonno (SAS – OSAS) e russamento”), in modo particolare nel corso di episodi di apnea notturna che si presentino particolarmente prolungati. La sensazione asfittica, in questi casi, è generata dalla gravissima riduzione dell’ossigenazione del sangue conseguente all’apnea prolungata, e la sensazione di soffocare che risveglia il paziente spaventandolo, non è solo “ immaginata” ma è la conseguenza di una vera e propria crisi asfittica notturna conseguente ad un suo “reale ”, per quanto reversibile, soffocamento.
  • Cause ben meno frequenti di crisi respiratorie notturne possono poi essere ricondotte all’inalazione di allergeni mobilizzati nel corso della notte da correnti aeree nella stanza secondarie, in ambienti con infissi non adeguatamente isolanti, alla comparsa del vento. Ricordo il caso di un paziente asmatico allergico agli acari e a numerosi altri allergeni pollinici e animali, proprietario di un cane che viveva nella casa ma mai presente nella camera da letto (vedi “Pollinosi” – “Malattie allergiche delle vie aeree” – “Tosse e allergia: il parere dello pneumologo”), che lamentava crisi respiratorie notturne classicamente asmatiche con risvegli improvvisi che descriveva realizzarsi solo ed esclusivamente in quella casa (non in altre) e unicamente “ nelle serate ventose”, che trovarono soluzione con la sostituzione dei vecchi infissi! Altro caso quello di una donna allergica al gatto (vedi “Asma allergico da pelo del gatto: il parere dello pneumologo”) che presentava crisi respiratorie acute con tosse e dispnea inspiratoria laringea, tipiche della laringite allergica, ogni volta che il suo gatto, salendo sul letto nel corso della notte, le si metteva vicino.
  • In altri casi le crisi di “soffocamento” notturno, da considerarsi più nei termini di un generale problema respiratorio piuttosto che non di una vera crisi asfittica caratterizzata dall’impossibilità ad inspirare l’aria, fanno capo ad una crisi respiratoria asmatica, con tutti i sintomi caratteristici che la connotano: tosse, dispnea, sibilo espiratorio (vedi “ Sento un fischietto quando respiro! Che cos’è?”) e senso di costrizione al petto. Tali manifestazioni asmatiche sono spesso più frequenti nel corso della notte a causa della prevalenza funzionale del tono vagale (sistema nervoso autonomo neurovegetativo parasimpatico) che tende a scompensare l’asma bronchiale facilitando il broncospasmo. Qualche volta tale situazione può essere ulteriormente resa più critica dalla concomitante presenza di un reflusso gastro-esofageo notturno (vedi “ Asma e reflusso gastro-esofageo: i consigli dello pneumologo”).
  • Anche la comparsa di una condizione di dispnea parossistica notturna (vedi) può rendersi responsabile dell’insorgenza di una dispnea che compaia improvvisamente nel corso del riposo notturno, ma anche in questo caso, come già detto nel caso della crisi respiratoria asmatica, la dispnea sarà percepita più come una generica “difficoltà a respirare”, piuttosto che non nei termini di una vera e propria crisi asfittica inspiratoria. Tale condizione può poi ulteriormente evolvere, complicandosi in qualche caso con un ben più grave edema polmonare acuto.
  • La comparsa di una condizione di aritmia cardiaca nel corso della notte, con le caratteristiche della tachicardia parossistica sopra-ventricolare (TPSV) o della fibrillazione atriale (FA), disturbi del ritmo cardiaco che si presentano più spesso sotto forma di tachicardie a frequenza cardiaca elevata e a comparsa improvvisa, rischia di determinare un risveglio improvviso del paziente durante il riposo notturno specie quando l’elevata frequenza cardiaca del disturbo tende a scompensarlo da un punto di vista emodinamico (scompenso cardiaco congestizio), provocando la contemporanea difficoltà a respirare.

Quale che sia la causa che risvegli improvvisamente il paziente nel corso della notte e che ne determini quella sgradevole sensazione di angoscia secondaria alla sensazione di sentirsi soffocare, l’unico consiglio serio che mi sento di poter dare è di valutare sempre attentamente, con il medico e con lo specialista, le varie ipotesi alle quali ricondurre gli episodi, evitando pericolosi “fai da te”, ma affrontando invece il problema, non prima di averlo correttamente diagnosticato, nel modo più opportuno e competente, dando spazio ad una possibilità di trattamento del disturbo che solo in questo modo potrà trovare stabilmente soluzione.

 Dott. Enrico Ballor

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Immagine copyright depositphotos\francofox

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