Sigaretta elettronica e sigaretta tradizionale: il parere dello pneumologo

sigaretta elettronica contro sigaretta normale 

Colgo l’occasione della recente polemica sorta tra la posizione espressa dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e quella dichiarata dal Prof. Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale, a proposito della “preferibilità” o meno della sigaretta elettronica rispetto al tradizionale fumo di tabacco, per fare una serie di considerazioni che mi paiono doverose, ricordando come l’OMS abbia dato parere negativo sulla sigaretta elettronica, considerandola “pericolosa”, mentre il Prof. Veronesi la consideri “ molto meno nociva rispetto alla sigaretta tradizionale”.

Ricordo la storiella dei tre ciechi ai quali veniva chiesto, toccandolo, di descrivere un elefante. Il primo, toccando l’orecchio, lo descriveva come “una grande bistecca piatta”; il secondo, tastando una zampa, come “un tronco d’albero ruvido e saldamente radicato al suolo”; il terzo, sentendo la forma della coda, come “ un bastoncino con un ciuffo di peli in punta”. In realtà ognuno di loro aveva ragione nel descrivere correttamente ciò su cui si concentrava nell’esplorazione dell’animale, ma nessuno di loro coglieva purtroppo l’elefante nella sua totalità, perdendone il reale significato finale.

Per ritornare all’aneddoto dei tre ciechi, pur nella certezza che sia l’OMS sia il Prof. Veronesi compiano affermazioni scientifiche tutt’altro che contestabili se prese singolarmente, ritengo tuttavia che le stesse esprimano due aspetti di un problema che, se non considerato nella sua interezza, rischia di portare a conclusioni solo apparentemente discordanti, innescando una polemica che francamente mi pare poco utile.

Le considerazioni che propongo di seguito possono aiutare a comprendere i motivi dell’equivoco.

  • Quando Veronesi afferma che la sigaretta elettronica fa molto meno male rispetto a quella tradizionale, si riferisce sicuramente al tipo e alla quantità di sostanze cancerogene prodotte dalla combustione ad alte temperature, notevolmente maggiore nel fumo tradizionale rispetto a quella presente nel “vaporizzato” della sigaretta elettronica. Mi sembra che la sua maggior focalizzazione sul solo aspetto “tumorale” della differenza tra i due tipi di “fumo”, non rispecchi altro se non una sua legittima posizione di oncologo.
  • Le conclusioni negative alle quali giunge l’OMS, invece, tengono conto di tutta una serie di dati ottenuti con i primi accertamenti compiuti sulle sostanze presenti nel “fumo elettronico” (in realtà non si tratta di un vero e proprio fumo ma di un “vapore” nebulizzato da un dispositivo che vaporizza il liquido contenuto nella cartuccia di ricarica presente nel dispositivo elettronico). Tra queste, il rilievo di metalli pesanti e altre sostanze rilevate nel corso delle analisi compiute, parrebbe consentire di dichiarare la non sicura innocuità nel vapore inalato prodotto dalla sigaretta elettronica, anche se sostanze e quantità delle stesse risultano anche molto diverse tra loro nei vari studi pubblicati.
  • Vorrei fare, tuttavia, un’altra serie di considerazioni che mi sembra doverosa per meglio comprendere il problema:
  • Non esiste, al momento attuale, nessuno studio scientifico veramente conclusivo sull’argomento, dimostrato da una ricerca che continua a ricercare conclusioni scientifiche che se già fossero disponibili in modo inequivocabilmente conclusivo non giustificherebbero ulteriori studi! (se ho già trovato, perché devo insistere nel cercare?).
  • Esistono vari problemi determinati dall’abitudine al fumo di tabacco e tra questi:
    • 1) Danni all’apparato cardio-vascolare (cuore e arterie, coronarie del cuore “in primis”)
    • 2) Danni all’apparato respiratorio (bronchi e polmoni) da presenza di sostanze irritanti infiammanti le vie aeree
    • 3) Danni all’apparato respiratorio da presenza di sostanze cancerogene
    • 4) Dipendenza psicologica da abitudine gestuale e rituale
    • 5) Dipendenza fisica da nicotina
  • A proposito dei danni al cuore e alle arterie bisogna distinguere, non essendo sempre uguale il “vaporizzato” della sigaretta elettronica, tra cartucce contenenti nicotina allo scopo di evitare gli effetti dell’astinenza da questa sostanza, e cartucce prive della stessa. Nel primo caso la presenza di nicotina autorizza a comprendere le dichiarazioni della comunità scientifica cardiologica (varie associazioni internazionali scientifiche dei medici cardiologi) a sfavore della sigaretta elettronica, in quanto inalare un vapore contenente comunque nicotina non elimina una delle principali sostanze responsabili delle conseguenze negative del fumo a livello coronarico e arterioso in generale. In tal senso, fumare “elettronico” scegliendo le cartucce contenenti nicotina per evitare il disagio da astinenza da tale sostanza, non risolve completamente il problema e non giustifica pienamente la sostituzione della sigaretta tradizionale con quella elettronica.
  • Con riferimento ad alcuni dati della ricerca, la sigaretta elettronica sembrerebbe contenere comunque sostanze irritanti le vie aeree e sostanze nocive attive non solamente a livello respiratorio (ad esempio metalli pesanti), anche se la quantità delle stesse sembra variare anche notevolmente, probabilmente per questioni di ordine metodologico, tra una ricerca e l’altra, non potendosi per il momento addivenire a dati che consentano conclusioni serie. Anche solo nel dubbio che tali sostanze (quali?) possano essere presenti, mi sembrerebbe più prudente un atteggiamento attendista che non crei danni.
  • La marcata differenza, sia qualitativa sia quantitativa, tra gli inquinanti cancerogeni presenti nel fumo tradizionale e nel vaporizzato elettronico, che dai dati della ricerca sembra a questo punto incontrovertibile, rappresenta il dato che consente a Veronesi l’affermare correttamente la maggiore innocuità della sigaretta elettronica rispetto a quella tradizionale, sottolineandone il solo aspetto oncologico.
  • A proposito della dipendenza psicologica, poi, intesa come incapacità alla privazione dei rituali anche socializzanti della sigaretta, per quanto la sigaretta elettronica consenta il mantenimento degli stessi a minor rischio tumorale, non elimina comunque il fenomeno della dipendenza mentale da un oggetto. Da psicoterapeuta, ritengo che la vera soluzione non risieda certamente nel sostituire la schiavitù di un tipo con quella di un altro, quanto dal liberarsi, anche con un aiuto psicologico, dalla necessità costrittiva del dover dipendere comunque da qualcosa, recuperando un benessere personale rimodellato questa volta nella dimensione interna piuttosto che dipendente da un appagamento oggettuale imposto dall’esterno.
  • E per finire con la dipendenza fisica da nicotina, se evitare di patire della mancanza di nicotina frequente (anche se non certa) in chi smette di fumare, comporta la necessità di inalare comunque un liquido vaporizzato contenente nicotina, si ritorna alle considerazioni dei cardiologi che giustamente condannano la sigaretta elettronica al pari di quella tradizionale.
  • Attendo con interesse scientifico e con curiosità i futuri sviluppi della ricerca che consentiranno finalmente di giungere a quelle affermazioni scientificamente conclusive che meglio ci orienteranno.

Dott. Enrico Ballor

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