Esami per malattie respiratorie e tumori polmonari e pleurici

esami per malattie e tumori polmoni

Molti sanno che per individuare una malattia cardiaca può essere utile praticare un elettrocardiogramma, o che per scoprire il diabete è fondamentale controllare la glicemia. Ma quali sono gli esami che consentono di svelare una malattia respiratoria o un tumore del polmone e della pleura, confermando il sospetto clinico formulato dallo pneumologo nel corso della visita specialistica pneumologica? Vediamoli con calma, ricordando tuttavia che la corretta prescrizione e interpretazione degli esami clinici, utili a diagnosticare e a gestire una malattia respiratoria, spetta soltanto al medico e allo specialista pneumologo in particolare, per evitare la prescrizione di esami inutili, costosi e talora inutilmente pericolosi, specie se non opportunamente e propriamente richiesti.

  • Radiografia del torace: consente una prima valutazione morfologica generale del torace e degli organi e dei liquidi in esso contenuti.
  • TAC del torace con e senza mezzo di contrasto iodato e TAC del torace ad alta definizione e strato sottile (HRCT senza mezzo di contrasto): consentono una valutazione più definita e approfondita di lesioni toraciche e reperti polmonari individuati con la semplice radiografia del torace.
  • Risonanza magnetica nucleare del torace (RMN-torace): valgono indicazioni analoghe a quelle che clinicamente motivano la richiesta della TAC del torace.
  • TC-PET: esame in grado di definire la presenza di aree di addensamento radiologico polmonari e pleuriche a elevata attività metabolica, tra le quali (ma non solo!) quelle relative a tumori polmonari e pleurici (mesotelioma e altri). Attenzione, quindi, a non temere l’eventuale positività di tale esame quale fosse una sicura condanna inappellabile, prima di aver sentito il parere dello specialista pneumologo.
  • Radiografia dei seni paranasali: utile in caso di sospetto di sindrome sinuso-bronchiale.
  • Spirometria: semplice esame funzionale respiratorio, indolore, non invasivo e soprattutto non rischioso per il paziente (vedi spirometria), che consiste nella misurazione di parametri relativi ai volumi polmonari e al flusso aereo bronchiale.
  • Ossimetria: misurazione, senza la necessità di dover prelevare il sangue, della quantità di emoglobina saturata con ossigeno. Correla con la capacità funzionale dei polmoni di garantire l’ossigenazione dell’organismo (vedi l’articolo “Ossimetria”).
  • Emogasanalisi arteriosa: esame praticabile attraverso il prelievo di un campione di sangue arterioso da un’arteria del polso, che consente di determinare la quantità di ossigeno (O2) e di anidride carbonica (CO2) disciolti nel sangue arterioso. A differenza dell’ossimetria, che valuta la sola ossigenazione del paziente, l’emogasanalisi permette di misurare anche la quota di anidride carbonica trattenuta e non eliminata (vedi “Insufficienza respiratoria e ossigenoterapia”).
  • Broncoscopia: praticabile con fibroscopio flessibile a fibre ottiche (fibrobroncoscopia - FBS) o con broncoscopio rigido. Nel primo caso l’esame è praticabile con una semplice anestesia superficiale (locale) ed eventuale leggera sedazione del paziente. Nel secondo, invece, si rende necessaria un’anestesia più profonda, in quanto la scelta per questo esame, non praticabile su di un paziente non sedato, presuppone una necessità interventistica o bioptica (biopsia bronchiale) più impegnativa rispetto a quella praticabile con il fibrobroncoscopio.
  • Lavaggio bronchiolo-alveolare (BAL) e lavaggio bronchiale: praticabili con il fibrobroncoscopio, sono utili allo studio delle popolazioni cellulari recuperate con il lavaggio bronchiolo-alveolare in caso di malattie che interessino l’interstizio polmonare (vedi anche “ Fibrosi polmonare idiopatica e non”), o nella diagnostica dei tumori polmonari (esame citologico sul lavaggio bronchiale).
  • Biopsia bronchiale, polmonare e pleurica: consiste nel prelievo di tessuto bronchiale, polmonare o pleurico con metodiche diverse. Praticabile attraverso l’impiego di un fibrobroncoscopio (biopsia bronchiale) o mediante ago sottile infisso, anche sotto guida TAC, nella parete toracica (biopsia polmonare trans-bronchiale), o ancora attraverso toracoscopia (vedi “Mesotelioma maligno della pleura”), è utile a definire la natura di lesioni polmonari, bronchiali o pleuriche individuate mediante esami radiografici o esplorazione diretta in corso di broncoscopia o toracoscopia.
  • Esami citologici e istologici: consentono lo studio morfologico e immuno-chimico delle cellule e dei tessuti prelevati da lesioni polmonari e pleuriche con metodiche broncoscopiche o con biopsie. In alcuni casi colorazioni particolari consentono di individuare proteine presenti nel corso di malattie respiratorie rare, come nel caso del riscontro di positività per la proteina S-100 citoplasmatica e per il marcatore CD1a di membrana nel caso di istiocitosi-X polmonare.
  • Esami praticabili sul liquido del versamento pleurico: (vedi “Versamento pleurico”, “Pleurite” e “ Mesotelioma maligno della pleura”).
  • Esame colturale + antibiogramma (ABG) eseguibile su campioni espettorati con la tosse o su essudati e secreti prelevati (liquido pleurico, aspirato bronchiale, ecc.): esame microbiologico che consente di isolare, su idonei terreni di crescita (terreni di coltura delle piastre di Petri), la presenza di organismi microbici (batteri e funghi) sui quali praticare il successivo antibiogramma, cioè il test relativo alla reale capacità degli antibiotici di inattivare o uccidere proprio quello specifico germe cresciuto in coltura. Consente di orientare in modo più mirato la terapia antibiotica in corso di bronchiti e polmoniti, ascesso polmonare e, più in generale, in caso di infezioni respiratorie.
  • Quantiferon e test tubercolinico: utili in caso di sospetta infezione tubercolare (vedi “Tubercolosi”), insieme agli esami ispettivi microscopici diretti (ricerca BAAR e colorazione di Ziehl-Nielsen) e colturali necessari a individuare la presenza di Mycobacterium tuberculosis.
  • Prove allergometriche: (vedi “Asma bronchiale”, “Malattie allergiche delle vie aeree” e “ Pollinosi”). Trovano utilità nel confermare o escludere l’origine di stati asmatici e di problemi respiratori persistenti (vedi anche “Tosse persistente dell’adulto e del bambino), ogni qualvolta se ne sospetti una possibile natura allergica.
  • Esame emocromocitometrico ed esami di chimica clinica e sierologia su sangue: utili nella diagnosi delle polmoniti e delle malattie generali infiammatorie, autoimmuni, tumorali e infettive che possano comportare interessamento polmonare. Tra questi, utili il test HIV (AIDS) e per la ricerca di anticorpi anti- pertosse, anti-Legionella, anti- Chlamydia e anti-Mycoplasma, insieme alla ricerca degli antigeni urinari per lo pneumococco e la Legionella.
  • Esami della coagulazione: emorragie dalle vie aeree (emoftoe ed emottisi) o embolie polmonari, possono trovare giustificazione in alterazioni della normale coagulazione del sangue per difetto o per eccesso (stati trombofilici). Una valutazione del PT (tempo di protrombina), del PTT (tempo di tromboplastina parziale) e delle piastrine (con l’esame emocromo), possono risultare utili a chiarire una situazione emorragica (vedi “Emissione di sangue dalla bocca con la tosse: è sempre tumore?”).
  • D-dimero: esame utile in caso di sospetto di embolia polmonare. La positività di questo esame non è esclusiva per questa patologia, in quanto tale indice può presentarsi elevato anche solo nel corso di comuni situazioni infiammatorie.
  • Ricerca di marcatori tumorali su sangue: consiste nell’individuazione di molecole il cui riscontro, in quantità nomala, potrebbe essere (ma non sempre!) indicativo della presenza di tumori nell’organismo (sia primitivi polmonari che metastatici al polmone).
  • Esami reumatologici: ANA – ENA – ANCA – FAN – C3 – C4 – Ab-anti tessuto. Sono talora utili a confermare o a escludere dubbi relativi a sospette manifestazioni polmonari di malattie reumatologiche (es.: polmone reumatoide in corso di artrite reumatoide, ecc. – vedi ”Noduli polmonari”).
  • Dosaggio dell’ACE (enzima di conversione dell’angiotensina): trova impiego in caso di sarcoidosi, utile più a seguire l’andamento clinico della malattia piuttosto che a definirne la diagnosi.
  • Dosaggio del galattomannano: sostanza dosabile su sangue e prodotta dal metabolismo degli Aspergilli, miceti (funghi) che possono infettare il polmone provocando micosi invasive nei pazienti immunocompromessi o situazioni asmatiche in quelli con aspergillosi broncopolmonare allergica.

 Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\alexraths

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