Fumo di sigaretta e inquinamento urbano: individuazione precoce dei danni funzionali

Fumo e inquinamento individuazione danni precoci

Tra i molti quadri patologici di cui si occupa lo specialista pneumologo, esistono malattie respiratorie sicuramente curabili ma difficilmente guaribili. Tra queste, oltre al tumore del polmone, compare la nutrita schiera delle malattie infiammatorie croniche e degenerative dell’apparato respiratorio tra le quali le più rappresentative sono la bronchite cronica, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’ enfisema polmonare. La “curabilità” di una malattia senza sicura corrispondenza con una contemporanea “guaribilità” della stessa, implica la possibilità che ci si possa con interesse e impegno occupare di una forma patologica, senza che ci sia purtroppo la sicurezza di veder recuperare pienamente la precedente condizione di normalità. Mi preme sottolineare come le malattie respiratorie prima ricordate siano provocate, nella maggior parte dei casi, dall’inquinamento urbano (smog delle città) e dal fumo di tabacco (sigarette in prevalenza). Le stesse impiegano talora numerosi anni prima di iniziare a manifestarsi con sintomi palesi tra i quali la dispnea (difficoltà respiratoria), o con sintomi che il fumatore tende spesso a definire “normali” (tosse e catarro specie al risveglio) solo in quanto già presenti da parecchio tempo e ricondotti al fumo come se fossero cosa scontata.

Se si tiene conto del fatto che, nel momento in cui il paziente inizia ad accusare i primi sintomi, la malattia ha già purtroppo determinato un danno funzionale spesso irreversibile o molto più difficilmente risolvibile, e che spesso i primi danni funzionali della malattia al suo inizio possono essere individuati già molti anni prima rispetto alla comparsa dei sintomi propri degli stadi più avanzati ( malattia delle piccole vie aeree - MPV e quadri iniziali di ostruzione bronchiale inizialmente ancora senza sintomi), risulta chiaro quanto sia importante una precoce valutazione funzionale respiratoria per evitare in futuro guai più seri. Perché se è vero che non tutti i casi di malattia delle piccole vie aeree (bronchi più piccoli) evolveranno successivamente in quadri di malattia respiratoria conclamata, è pur vero invece che tutti i casi di grave compromissione respiratoria dell’anziano possono presentare all’inizio della loro storia naturale una serie di alterazioni funzionali respiratorie tra le quali anche quelle proprie della malattia delle piccole vie. Consiglierei, quindi, una spirometria, una valutazione ossimetrica e un’eventuale successiva visita specialistica pneumologica (quest’ultima specie nel caso di riscontro di un’iniziale alterazione funzionale) in chi si trovi in una delle seguenti condizioni:

  • Soggetto di età superiore a 40 anni, anche non fumatore, che viva in un ambiente urbano caratterizzato da elevato inquinamento dell’aria (smog), anche in assenza di sintomi respiratori (Torino è risultata la più inquinata città d’Italia secondo la classifica 2013 stilata da Legambiente – vedi anche l’articolo “Inquinamento urbano e cancro polmonare”). Molti casi di enfisema polmonare, ad esempio, si sviluppano in pazienti che hanno una scarsa capacità di inattivare i danni da inquinanti determinata a livello genetico. Tali soggetti, pertanto, possono solo individuare precocemente tale loro particolare vulnerabilità, in quanto se la stessa viene colta tardivamente a danno ormai consolidato, senza mettere in atto tutto ciò che può servire ad evitare , o per lo meno a rallentare, il deterioramento polmonare progressivo, non è più possibile intervenire efficacemente per impedire l’inevitabile evoluzione fino all’enfisema polmonare ed alla sua possibile successiva complicanza rappresentata dall’insufficienza respiratoria cronica
  • fumatore, tanto più se costretto a respirare per lungo tempo l’aria inquinata degli ambienti urbani, anche in assenza di sintomi respiratori (tosse, dispnea, presenza di catarro)
  • fumatore che, pur non presentando difficoltà respiratoria evidente, presenti sintomi, quali tosse e catarro, da lui considerati “normali” in virtù dell’abitudine a conviverci. Per quanto nel fumatore siano frequenti, infatti, tali sintomi non sono mai “normali”!
  • fumatore e non fumatore esposto ad elevato inquinamento urbano dell’aria che, pur trovando più faticoso (affanno) il fare le scale o il camminare velocemente rispetto al passato (dispnea), non consideri anomala tale difficoltà ed insista a “resistere” considerando nuovamente il fenomeno come “normale” (“…. Non sono più così giovane …. Tanto ormai respiro così! …. Questo ormai è il mio modo di respirare….”).

Nulla di più sbagliato che rinunciare a prestar fede ai primi sintomi della malattia respiratoria e nulla di più imprudente che trascurare una valutazione funzionale non invasiva e soprattutto senza rischi, in una fase in cui, intercettando precocemente la malattia respiratoria quando ancora non ha fatto danni o individuandola quando pur avendone già fatti permane ancora nelle fasi più iniziali, può ancora essere curata con successo anche e soprattutto attraverso una semplice ma rigorosa applicazione di misure preventive (la sospensione del fumo è più accettata se motivata da un danno funzionale respiratorio già misurabile prima della comparsa dei sintomi respiratori!). Così facendo la malattia respiratoria svelata precocemente potrà beneficiare della possibilità di assomigliare sempre più a una malattia non solamente curabile ma anche guaribile, allontanandosi in tal modo sempre più dal rischio di precipitare in quell’insufficienza respiratoria che può rappresentare l’esito finale cui purtroppo spesso tendono molte delle condizioni prima ricordate.

Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\Nomadsoul1

 

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