BPCO riacutizzata e reflusso gastro-esofageo: i consigli dello pneumologo

 bpco e reflusso gastro esofageo

Numerose volte, nel corso della mia attività di specialista pneumologo presso lo studio di Torino, mi sono trovato ad affrontare malattie respiratorie, tra le quali asma bronchiale, bronchite cronica e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), aggravate dalla concomitante presenza, nel paziente, di un reflusso gastro-esofageo (malattia da reflusso gastro-esofageo – MRGE) che pareva favorirne lo scompenso clinico, l’aumento dell’iperreattività bronchiale aspecifica e la comparsa dei ben noti sintomi respiratori tosse, difficoltà respiratoria (dispnea) e “fischietto”, espressione di ostruzione delle vie aeree (broncospasmo) documentabile alla spirometria, classici delle fasi di riacutizzazione infiammatoria ed infettiva di questi quadri patologici. Un recente studio pubblicato da ricercatori danesi, in effetti, ha permesso di stabilire che, come già noto nel caso dell’asma, la malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE), specie nei pazienti non trattati con continuità con farmaci antiacidi, si accompagna realmente ad aumentato rischio di riacutizzazione anche della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la cui causa risiede principalmente nell’abitudine al fumo di sigaretta e, in senso più generale, nell’esposizione non solo attiva al fumo di tabacco (abitudine tabagica e tabagismo), ma altresì a quella passiva. In questa ricerca, pazienti con BPCO seguiti per un periodo di cinque anni hanno consentito di osservare che il numero di riacutizzazioni infiammatorie (anche per semplice esposizione a inalanti irritanti quali lo smog, in assenza di infezioni respiratorie), di riacutizzazioni infettive (BPCO con riacutizzazione microbica virale o batterica) e l’intensità della dispnea erano maggiori nel gruppo dei pazienti nei quali era presente anche un concomitante reflusso gastro-esofageo non curato farmacologicamente in modo continuo, rispetto a quelli in cui tale disturbo mancava. Tuttavia, i pazienti con MRGE che erano invece trattati in modo continuo con una terapia farmacologica che bloccasse la produzione di succo acido nello stomaco (inibitori di acidità – PPI), non avevano un aumentato rischio di riacutizzazione di BPCO e si comportavano come quelli senza MRGE. Ciò si spiegherebbe con una maggior infiammazione delle vie aeree provocata o accentuata, nei pazienti con BPCO e reflusso, dallo stesso refluire del succo acido proveniente dallo stomaco.

Stando così le cose, consiglierei ai pazienti affetti da BPCO, nei quali coesista anche una malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE), di prestare particolare attenzione a ridurre il consumo di alimenti che favoriscano la produzione della secrezione acida cloro-peptica dello stomaco (vedi PDF scaricabile in fondo al testo), rispettando il più possibile i seguenti punti:

  • Evitare di fare pasti troppo abbondanti, frazionando l’assunzione del cibo, nel corso della giornata, in quantità più piccole e frequenti.
  • Evitare il più possibile di coricarsi subito dopo la fine del pasto e per almeno un periodo di due ore dalla fine dello stesso, specie se questo è stato impropriamente più abbondante.
  • Alzare il letto dalla parte della testiera, sollevando le due gambe del letto dalla parte della stessa con appositi rialzi (eventuali cubi di legno con sede centrale forata adatta a riceverle, per evitare che il letto possa scivolare durante il riposo).
  • Evitare il più possibile di consumare alcolici alla sera (anche semplicemente il vino, specie se in quantità generosa) o pasti particolarmente grassi (vedi elenco degli alimenti sconsigliati).
  • Prestare particolare attenzione all’assunzione di farmaci utili per il deficit erettile (tipo Viagra, per intenderci) che, favorendo il rilascio dello sfintere esofageo inferiore (muscolo che, posto tra stomaco ed esofago, impedisce il ritorno del cibo in esofago), possono accentuare, in modo anche significativo, il reflusso gastro-esofageo. In caso di assunzione di tali farmaci sarebbe preferibile, preliminarmente, una dose aggiuntiva ed estemporanea di un antiacido.
  • Assumere con continuità i farmaci anti-acidi prescritti dal Medico di Medicina Generale o dal Gastroenterologo e, tra questi, quelli che più efficacemente siano in grado di inibire la secrezione acida dello stomaco (farmaci inibitori di pompa protonica - PPI), ricordando di praticare periodicamente il controllo del dosaggio della gastrina nel sangue (gastrinemia).

Scarica la dieta per pazienti con reflusso gastro-esofageo

ASMA - DIETA PER PAZIENTI CON REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO

Dott. Enrico Ballor

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immagine copyright depositphotos\ljsphotography

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